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Cuba
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Per le foto dai un'occhiata qui...
Nel
2002 sono andato a Cuba in occasione del 1° Maggio.
Tramite un amico cubano conosciuto a Roma ho potuto alloggiare presso una
simpatica famiglia al centro dell’Havana, tutti simpaticissimi,
filocastristi fino all’osso e grandi bevitori di rum.
L’Havana
è una città bellissima e, se solo ci fossero più entrate economiche nel Paese
tali da permettere severe ristrutturazioni, potrebbe essere considerata tra le
più belle in assoluto.
Le
passeggiate sul Malecon, con le bellissime facciate epoca coloniale a
ridosso dell’Oceano, i bambini che si tuffano dai muretti nell’acqua ben
diversa dall’acqua che bagna le spiagge turistiche di Varadero, i loro
sorrisi sinceri, la gente, queste sono le immagini indimenticabili dell’Havana.
Inutile
parlare delle mille contraddizioni di questo Paese, della politica di Fidel,
dell’embargo che stritola l’economia locale, sarebbe inutile in questo
contesto e lascio ad ognuno la propria idea a riguardo.
A parte tutto comunque l’Havana Vecchia offre una varietà di locali dove si suona a tutte le ore, anche la mattina, e si bevono degli ottimi mojito.
Impressionante
Plaza de La Revolucion con l’imponente monumento a Josè Martì alto più
di 140 mt. Il viso del Che sovrasta sulla piazza dalla facciata del Ministero
degli Interni.
La
Cattedrale S.Cristobal in piena Havana Vieja in stile barocco è
contornata da stupendi edifici del XVIII secolo. Lì vicino c’è anche la
famosa Bodeguita del Medio, famoso per le frequentazioni di Hemingway
oltre al Floridita (dove degustava il daiquirì), molto turistico però.
Il mojito è preferibili in altri lidi.
Il
Monastero di S.Francesco (1730) ha un bellissimo chiostro interno (le
foto bisogna o pagarle o rubarle, incredibile), con una torre che si affaccia
direttamente sul porto.
Plaza
de Armas bellissima la sera con le sue librerie dell’usato ed i suoi
locali, Calle O’really, la via più “mondana” dell’Havana, il Teatro
San Martì ancora molto ben tenuto (qui cantò anche Caruso).
La
sera sono stato condotto alla Fortaleza S. Carlos de la Cabana che domina
l’accesso alla baia, dove gli inglesi si erano appostati per impadronirsi della città. Usato
come prigione è oggi sede dell’Accademia militare. Ogni sera alle 21, un
drappello di soldati in costume spara una salva di cannone verso la baia in
ricordo del segnale di coprifuoco che chiudeva l’ingresso della città.
Il Capitolio è il classico monumento che
ricorda le influenze statunitensi. Architettura copiata dal campidoglio di
Washington. All’ingresso una enorme statua alta circa 11 mt che raffigura la
Repubblica.
Inevitabile una visita al Memorial Granma e
quindi al Museo de La Revolucion.
Aline,
la signora che mi ospita all’Havana, è una insegnante di storia e, visto il
mio interesse per il suo Paese, ha pensato bene di farmi conoscere dei veri
esperti. In un quartiere periferico dell’Havana, dove si praticano comunemente
la “santeria”, culto sincretistico in cui figure e valori cattolici si
mescolano con quelli di tradizione animista e africana, vivono i due più
importanti studiosi di Ernesto Guevara, Froilan Gonzales e Adys Cupull.
La loro casa, oltre che essere piena di oggetti particolarissimi è una vera e
propria galleria dedicata al Che, unica al mondo e, cosa incredibile, non aperta
al pubblico, ma visitabile solo grazie a particolari amicizie.
A
circa 200 Km di distanza dall’Havana in direzione est arrivo a Santa Clara.
Mi accompagna Esteban, il marito di Aline, insieme a Juan Carlos, un amico, con
la sua auto e per il pranzo ci fermiamo prima a Santa Isabel de Las Lajas,
una località di campagna dove vivono alcuni suoi parenti campesinos. Grande
festa di accoglienza, lunghe bevute di rum cubano con un maiale che gira
allegramente tra di noi ed uno che viene tagliato di fino per il pranzo. Il
paese è famoso solo per aver dato i natali al famoso musicista cubano Benny
Morè, il “barbaro del ritmo” e qui ci hanno fatto anche un museo di cui
vanno tutti molto orgogliosi. Il paesaggio qui è totalmente composto da campi
di canna da zucchero.
Nella
periferia di Santa Clara troviamo il Mausoleo al Comandante Ernesto Che
Guevara. Qui riposano i resti del Che morto in Bolivia; si possono anche
visitare i tre vagoni che componevano il convoglio pieno di armi e soldati di
Batista (Treno Blindado), fatto deragliare dalla guerrilla comandata appunto dal Che.
A
parte questo Santa Clara non offre molto di più, ma una visita al centro della
città è ugualmente doverosa. Il Parque Leoncio Vidal è la piazza
principale della città.
Ci
allontaniamo da Santa Clara per ritornare all’Havana.
Esteban
mi dice che domani deve recarsi all’ovest e con l’occasione mi aggrego a lui
per visitare quella parte di isola.
Ho
visitato la Cueva del Indio che si estende per circa 500 mt a piedi e poi
si prosegue in barca per i canali sotterranei.
Inaspettatamente
Aline mi ha procurato un posto in prima fila alla manifestazione del 1° Maggio
a Plaza de La Revolucion. Alle 7 della mattina mi vengono a prendere
rappresentanti del Partito per condurmi direttamente sul posto con uno speciale
lasciapassare. Praticamente sono accanto gli alti vertici del potere e ancora
non riesco a realizzare finchè non arrivo alla Plaza che, dire stracolma vuol
dire non renderle giustizia. La moltitudine di cubani, ognuno con la sua
bandierina, è proprio lì davanti i miei piedi. Comincio a pensare a quanti
italiani vengono qui a Cuba per distendersi sulle bianche spiagge di Varadero
oppure rimorchiare qualche bellissima ragazza dell’Havana, mentre io, povero
pazzo, me ne sto qui a godere di questo spettacolo.
L’arrivo
del Comandante en Jefe, Fidel Castro, nella sua classica tenuta militare, è
acclamato da più di un milione di cubani. Discorso lunghissimo come da
tradizione e spettacolo finale chiudono questa incredibile giornata. Molti
sicuramente non approvano questo tipo di manifestazioni che lasciano poi
insoluti i parecchi problemi che realmente Cuba ha, sia al suo interno che nei
confronti del mondo. Resta comunque il fatto che l’impatto visivo di tale
espressione, carica di quello spirito rivoluzionario che ben poco rimane nel
cuore dei giovani cubani, è pur sempre un’immagine degna di nota e, senza
voler entrare in particolare, resterà per me un felice ricordo.
Giorni : 7
Periodo: Aprile/Maggio